Attività

l soggiorno nel centro è scandito da una serie di attività i cui obiettivi sono quelli di stimolare la creatività dell’anziano, di dare loro la possibilità di esprimere in gruppo sentimenti positivi e di apertura agli altri e al contempo, di controllare e gestire sentimenti negativi di chiusura fuga e rifiuto riducendo, quindi, l’isolamento e aumentando l’autostima. Per questo è fondamentale  migliorare lo stato emotivo e cognitivo, la qualità della vita attraverso l’intensificazione di una relazione personale e interpersonale.Tutte  le attività sono ideate e valutate dalla psicologa che, insieme ad un team di esperti educatori, analizza i bisogni degli anziani e ne individua le strategie e le modalità di soddisfacimento.
Le attività principali che si svolgono sono:

Nell’area dell’organizzazione della terapia occupazionale le attività quotidianamente svolte sono:

GRUPPI DI DISCUSSIONE

I gruppi di discussione consistono in un ciclo di riunioni di gruppo condotti dalla psicologa riguardanti varie problematiche a volte anche vissute in prima persona dagli anziani stessi.
Fra i temi trattati ci sono: la solitudine, l’isolamento il rapporto con i familiari e i figli, i vissuti emotivi relativi all’amore, all’amicizia, ed alla convivenza tra gli ospiti in genere; così come non mancano tutte le problematiche riguardanti la salute psicofisica e l’assistenza.
Il gruppo dei pari costituisce un contenitore particolarmente favorevole in quanto consente di condividere angosce, paure, sentimenti, di far sentire protetti colmando attraverso la relazione con gli altri la sensazione di vuoto che li permea.
Durante gli incontri, inoltre, gli anziani tutti insieme programmano nuove attività ricreative.
Questo tipo di attività è attesa con ansia, infatti, la libertà d’espressione, di comunicazione fanno notare in essi un’enorme bisogno di conforto e sostegno reciproco, che si esprime un “abbraccio fisico” nel momento in cui qualcuno esprime il suo vissuto più intimo e personale.

COLLOQUI DI SOSTEGNO

L’obiettivo dei colloqui è quello di aiutare l’anziano a verbalizzare la propria angoscia, a sviluppare il sentimento di accettazione e a recuperare una modalità di relazione adeguata col proprio corpo, col proprio sé e con gli altri.
Sono frequenti nell’anziano stati confusionali transitori che si manifestano attraverso regressioni temporanee psico-affettive, spesso confuse con stati demenziali iniziali, il che porta, spesso, ad una prognosi di irreversibilità e conseguentemente, ad un atteggiamento di impotenza terapeutica.
Spesso, questi disturbi possono essere ricondotti a un trauma, un ricovero, un disturbo fisico acuto, rappresentando così, reazioni passive di fronte a frustrazioni, ma comunque recuperabili. La patologia somatica dell’anziano maschera spesso, sentimenti di incapacità, insicurezza, piccole depressioni, conflitti emotivi.
Procedure di tipo psicodiagnostico come test sia proiettivi che cognitivi fungono da fondamentale supporto valutativo.

TERAPIA OCCUPAZIONALE

Partendo dall’assunto teorico(Lawton 1973), che i “determinanti dei comportamenti anziani sono definiti dai principi dell’apprendimento che si verifica tra l’individuo ed il suo contesto fisico e sociale di appartenenza. I comportamenti umani “operanti” sono quelli che influenzano o sono influenzati dal contesto ambientale.”
Se il contesto è ricco di rinforzi positivi, di contingenze specifiche, che aumentano la possibilità di invecchiare positivamente, il “setting comportamentale” che ne risulta si può definire favorevole all’anziano. Un contesto che chieda implicitamente all’anziano partecipazione sociale, che gli riconosca autorità educativa, gli richieda capacità di attività produttive o non produttive, ma significative per il gruppo a cui appartiene, è certamente un contesto favorevole alla vecchiaia.
Pertanto, le diverse attività cognitive, ricreative e culturali, hanno lo scopo di tenere l’anziano occupato e di ridefinire le sue consolidate abitudini ed il tempo a disposizione.
Le iniziative sono decise in modo collettivo, ciò produce un rafforzamento nell’anziano del senso di identità e della sensazione di capacità ed iniziativa.
Elenchiamo alcune iniziative.

Laboratori artistici
Uno degli obiettivi nell’ambito delle attività occupazionali, è stato la strutturazione del tempo degli ospiti, in quanto tutta la loro giornata era finalizzata al soddisfacimento di bisogni primari e corporali: il cibo, la terapia, l’igiene.
Sono stati organizzati dei laboratori di ricamo, maglia, disegno, pittura e creta
che sono poi diventati non solo momento di lavoro ma anche di scambio e socializzazione.

Integrazione sociale anziani
Nel tentativo di ridare un ruolo all’anziano e recuperare la sua dimensione sociale è stato ideato e realizzato un progetto di integrazione bambino- anziano, dove gli ospiti si sono fatti portavoce delle loro esperienze di vita attraverso incontri periodici nelle scuole.
Sempre per favorire l’integrazione sociale sono state incentivate numerose iniziative extra la Fondazione, per ognuna di queste sono stati eletti dei “responsabili”, e ogni cosa era da loro decisa e valutata in incontri di gruppo, con l’obiettivo di far sentire l’anziano inserito nel suo ambiente, con un ruolo attivo e con un potere decisionale nell’organizzazione di attività ricreative e culturali; ciò ha rafforzato il loro senso di identità, riducendo il grado di isolamento, aumentando l’autostima e la capacità di organizzare la propria vita.

Attività teatrale
Questo corso, ha portato alla costituzione di una compagnia teatrale, e impiega gli anziani periodicamente.
Durante la preparazione delle commedie, gli anziani hanno un compito e un ruolo sia nella recitazione che nella ideazione e realizzazione.
Si è potuto notare come la possibilità di utilizzare uno spazio simbolico e protetto , in cui era garantita una certa sicurezza, in quanto determinati atteggiamenti non correvano nessun rischio di affrontare conseguenze, dava la possibilità di affrontare nuove sensazioni e di “osare di più”.
Inoltre, il recitare sembra abbia permesso all’anziano di trovare in se gli elementi che lo accomunano al personaggio e i significati comuni alle proprie esperienze di vita e alle esperienze del personaggio.
Ci si è resi conto man mano che si procedeva col lavoro e si modificava il testo, come fosse proprio il mondo interiore con i suoi rapporti ed equilibri emozionali ad essere proiettato, per questo è stato lasciato molto spazio all’improvvisazione.
L’handicap fisico, come la sordità, la memoria, i problemi motori, hanno creato non poche difficoltà; così si è pensato di inserirle utilizzando il deficit nella scena, ideando personaggi ad hoc.
Il bisogno di rivalutare il corpo “da portare in scena” è stato sentito soprattutto dalle signore, che hanno cominciato a chiedere, cercare e trovare, con ricerca accurata e precisa e con gran frenesia, abiti adatti e accessori per evidenziarsi e differenziarsi una dall’altra.
Tra i vissuti riferiti, che quest’esperienza ha suscitato negli “attori”, emerge primo fra tutti l’essersi sentite vive, l’essere ringiovanite, la consapevolezza di poter fare ancora qualcosa di buono e che susciti entusiasmo negli altri, la voglia di continuare a recitare in quanto ciò da loro gioia.

Attività motoria
Questa attività ha frequenza bisettimanale gestita da un fisioterapista.
Ogni incontro ha durata di un ora e le attività consistono in una serie di esercizi, in ordine di difficoltà crescente, alcuni sul fronte motorio altri sul fronte psicomotorio, accanto a piccoli esercizi di bioenergetica.
La corrispondenza tra corpo e psiche, si fa più evidente nell’anziano dove i limiti tra deficit organici e psicologici sono difficili da determinare.
Il lavoro proposto ha cercato di verificare quali siano i riflessi sul piano psicologico, emotivo, cognitivo, e funzionale di un’attività psicomotoria in piccoli gruppi, e riflettere sulle modalità con cui gli anziani percepiscono, simbolizzano e vivono il proprio corpo. Anche per l’anziano la personalità non si esprime nel vuoto ma attraverso il movimento, il sentimento costante di un corpo specifico.
Obiettivo generale dell’attività psicomotoria di gruppo è rappresentato, oltre che dal mantenimento delle capacità motorie residue, anche dai generali benefici derivanti dall’attività motoria. Lo scopo è portarli ad una coscienza e conoscenza del “se corporeo più profondo”.

Laboratorio musicale
E’ stato allestito un laboratorio musicale dove con frequenza settimanale un gruppo di anziani si incontra per perseguire insieme alcuni obiettivi.
In particolare gli obiettivi sono quelli di generare attenzione d’ascolto, per migliorare l’articolazione linguistica e psicomotoria dell’anziano.
Migliorare lo stato psicofisico dell’anziano, attraverso una proposta sonora e musicale fatta “su misura”, al fine di stimolarlo a mettere in atto movimenti e comportamenti che siano al contempo piacevoli e terapeutici.
Stimolare la creatività dell’anziano e la possibilità di esprimere in gruppo sentimenti positivi e di apertura gli altri, e al contempo, di controllare e gestire sentimenti negativi di chiusura fuga e rifiuto.
Migliorare lo stato emotivo e cognitivo e migliorare la qualità della vita attraverso l’intensificazione di una relazione personale e interpersonale.